AutocontrolloL’autocontrollo è la chiave “indispensabile” per una buona qualità di vita, non esistono regole matematiche che garantiscano un buon autocontrollo, esso deve essere definito e concordato in modo personalizzato da una stretta condivisione di intenti tra servizio diabetologico e paziente. Autocontrollo e autogestione ottengono i migliori risultati quando, tra paziente e medico, si raggiunge un equilibrio di condivisione degli obiettivi e delle modalità per raggiungerli. Autocontrollo significa saper valutare i propri valori glicemici ed essere in grado di individuarne le cause ed attivare i rimedi. Significa anche riuscire ad individuare, a volte anche senza I'aiuto dello strumento di misura, i casi estremi “lpoglicemia” ed “lperglicemia”. Ricordiamo i sintomi generali, delle due condizioni, da “individuare” a livello personale:
Riuscire ad abbinare il nostro “stato” al valore glicemico ci permette di intervenire, in modo adeguato e tempestivo, per ripristinare la condizione “normale”. Va in ogni modo ricordato che la misurazione dei valori glicemici è la regola e saper riconoscere i propri sintomi di “scompenso” è un aiuto, ma non può sostituire l’automonitoraggio glicemico. L’equilibrio glicemico è strettamente correlato a tre fattori: terapia, alimentazione e esercizio fisico, riuscire a trovare un costante equilibrio tra questi tre fattori, significa in pratica saper fare un ottimo autocontrollo. Altro fattore importante, e spesso sottovalutato, è mantenere la calma: l’agitazione, l’ansia, lo stress, contribuiscono ad alterare i valori glicemici, forse per questo si afferma che il diabetico deve fare una vita il più possibile serena. Mantenere costanti gli orari dei pasti, dell’attività fisica e ridurre al minimo gli stati di agitazione, aiutano a mantenere i valori glicemici a livelli accettabili. L’esame periodico dell’HbA1c (emoglobina glicosilata) ci dà l’esatto andamento della nostra glicemia media, esso “scopre” eventuali manipolazioni dei dati, dannose sopratutto a per chi li altera, perché eventuali variazioni conseguenti, sia di terapia sia di dieta, potrebbero essere falsati da valori riportati non correttamente. Un efficiente autocontrollo ci permette di aggiustare al bisogno la terapia, la dieta, l’esercizio fisico, per questo il diario, “importantissimo” deve riportare non solo i valori delle glicemie ma essi devono essere correlati allo “stile di vita”, oltre l’orario e il valore della glicemia dovranno riportare anche variazioni della terapia dell’alimentazione e dell’esercizio fisico effettuato. I soli valori della glicemia senza tali correlazioni sono di scarsa utilità. Particolare attenzione deve essere inoltre fatta in caso di malattie intercorrenti, perché una semplice influenza o un forte raffreddore possono portare a variazioni importanti della glicemia, e richiedono quindi una preparazione che può essere appresa solo con corsi di “educazione terapeutica” fatti da personale dell’equipe diabetologica, meglio se attivati con la partecipazione dei pazienti esperti “diabetici guida”, i quali possono contribuire ad aiutare il personale dei servizi, per far meglio capire ed accettare i comportamenti da tenere, che vengono più facilmente recepiti, se descritti e confermati da chi li vive in prima persona. Corretto autocontrollo = qualità di vila buona; basso rischio di insorgenza di complicanze Cattivo autocontrollo = qualità di vita peggiore; grave rischio di insorgenza precoce delle complicanze speso invalidanti.
Dr. Adolfo Arcangeli
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Data ultima modifica: 11 Febbraio 2008 |



